Il cambiamento è vita

Canzoni & parole

[Abbràcciati]

[Ispirazione di riferimento: “Dormi”, Subsonica & “Glass slipper”, Dresden dolls.]

5

1° STROFA

 

Sciogli i tuoi occhi

in quelli che vuoi

ma già sai

come tutto conduca

allo stesso

vicolo cieco

 

2° STROFA

Sleghi le mani

in quelle di lui

ma già sai

come tutto

andrà a finire

 

RIT:

Diametralmente opposte

le aspettative con la realtà

Forse in un altro posto

qualcosa accadrà

Forse in un’altra vita

qualcosa ti salverà

 

3° STROFA (irregolare)

Congiungi i piedi al cuore

ma già sai

piombando giù

non farà più alcun rumore

E lieve la notte

sulla tua identità

 

(PRE RIT)

Superba ironia che ti coglierà!

 

RIT.

Diametralmente opposte

le aspettative con la realtà

Forse in un altro posto

qualcosa accadrà

Forse in un’altra vita

qualcuno ti salverà

 

 

(special)

 

Ma già lo sai

il vuoto che prende

quando cala il silenzio

quando scende il sipario

e tutti vanno a casa

mentre tu…

tu rimani sola.

E lo specchio e là

e sconti non farà.

 

4° STROFA

Sciogli i tuoi occhi

in quelli che vuoi

ma già sai

come tutto conduca

da qualche parte

né arte né parte

e rimani. Con. Te.

 

(Abbràcciati)

 

Probabile cambio registro nuova parte, forse punk, forse rock spinto, da inserire:

 

Dimentica

le radici che non hai

Annulla

i sentimenti che non provi

Solo così tutto andrà bene

E il resto

è solo una vecchia scarpa

dalla suola schiodata

Tutto il resto

è solo ciò che resta

E non è niente

Non vale nessun volo pindarico

della mente

 

Sciogli i tuoi occhi

e non riaprirli mai più

tanto sai

 

che non ne vale la pena

Hai già visto tutto

Ogni ipocrisia umana

la viltà

la putredine del bianco

Solo ossa

Ciò che resta

è bianco sporco

E’ ossa


Ne me quitte pas, Edith Piaf

 

 

Ne me quitte pas
Il faut oublier
Tout peut s’oublier
Qui s’enfuit déjà
Oublier le temps
Des malentendus
Et le temps perdu
A savoir comment
Oublier ces heures
Qui tuaient parfois
A coups de pourquoi
Le coeur du bonheur
Ne me quitte pas.
Ne me quitte pas.
Ne me quitte pas.
Ne me quitte pas.

Moi je t’offrirai
Des perles de pluie
Venues de pays
Où il ne pleut pas
Je creuserai la terre
Jusqu’après ma mort
Pour couvrir ton corps
D’or et de lumière
Je ferai un domaine
Où l’amour sera roi
Où l’amour sera loi
Où tu seras reine
Ne me quitte pas.
Ne me quitte pas.
Ne me quitte pas.
Ne me quitte pas.
Ne me quitte pas.
Je t’inventerai
Des mots insensés
Que tu comprendras
Je te parlerai
De ces amants-là
Qui ont vue deux fois
Leurs coeurs s’embraser
Je te raconterai
L’histoire de ce roi
Mort de n’avoir pas
Pu te rencontrer
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
On a vu souvent
Rejaillir le feu
De l’ancien volcan
Qu’on croyait trop vieux
Il est paraît-il
Des terres brûlées
Donnant plus de blé
Qu’un meilleur avril
Et quand vient le soir
Pour qu’un ciel flamboie
Le rouge et le noir
Ne s’épousent-ils pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Je ne vais plus pleurer
Je ne vais plus parler
Je me cacherai là
A te regarder
Danser et sourire
Et à t’écouter
Chanter et puis rire
Laisse-moi devenir
L’ombre de ton ombre
L’ombre de ta main
L’ombre de ton chien
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas
Ne me quitte pas

Non andare via
quel che stato è stato
e non conta più.
Va dimenticato.
Dimenticherai tutti i malintesi
ed i giorni spesi a spiegar perchè.
Dimenticherai queste lunghe ore
che hanno ucciso amore e felicità.
Non andare via.
Non andare via.
Non andare via…
Io raccoglierò diamanti di pioggia
là dove la pioggia non cade mai.
Ruberò la terra, ogni suo gioiello
per vedermi bella lì negli occhi tuoi.
E farò di più!
Fonderò un paese dove amare è legge,
dove sarai re.
Non andare via… non andare via…
non andare via.
Non andare via
perchè inventerò parole senza senso
che tu capirai.
E ti parlerò di due amanti che
son bruciati insieme per due volte già.
Ti racconterò la storia di un re
che morì perchè non trovò più lei.
Non andare via… non andare via.
Quante volte al mondo è tornato il fuoco
nel vulcano spento che credevan morto.
E non sembra vero, ma un campo bruciato
puo’ dare più grano del più dolce aprile.
Ed in quelle sere che s’incendia il cielo
tra il rosso e il nero confine non c’è.
Non andare via.
Non andare via.
Non andare via…
Non andare via.
Io non piango più.
Io non parlo più.
Mi nascondo là
e ti guarderò ballare e giocare
e ti ascolterò cantare e giocare.
Lascia che io sia come la tua ombra.
L’ombra della tua mano.
L’ombra del tuo cane.
Non andare via…
non andare via!
Non andar via.
E non andare via…
 

MIA

Fanciulla snella e bruna, il sole che crea la frutta
quello che incurva le alghe e fa granire i grani,
creò il tuo corpo gaio, i tuoi occhi di luce
e la tua bocca che sorride col sorriso dell’acqua.
Un sole nero e ansioso ti avvolge a ogni filo
dei tuoi capelli neri, quando stiri le braccia.
Tu giochi con il sole con un ruscello
e due oscuri ristagni lui ti lascia negli occhi.

Fanciulla snella a bruna, niente a te mi avvicina.
Tutto da te mi scosta come dal mezzogiorno.
Tu sei la gioventù frenetica dell’ape,
l’ubriachezza dell’onda, la forza della spiga.

Eppure, tenebroso, il mio cuore ti cerca:
amo il tuo corpo gaio, la tua voce svelta e lieve.

 
Farfalla bruna, dolce e definitiva,
come il frumento e il sole, il papavero e l’acqua.
 
Pablo Neruda
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Treno Bis, Gianna Nannini

Ho preso il treno
lasciando il nostro addio
sulle tue labbra
al posto mio.
Ho spento il cielo
per non vedere più
com’è la vita
senza di te.
La so li tu di ne
che se ne va
sopra le nuvole…
Un sogno brucia
la stazione nord;
non mi spaventa: ti aspetterò.
Sei lontano questa sera
che mi fa vivere
di noi.
Sei come il vento che vedo andar via…
non sei qui
e così sia.
In questo treno
 
l’inverno sono io
e non mi sciolgo dal nostro addio!
La s o l i t u d i n e
che se ne va via con le nuvole.
Sei lontano
questa sera che mi fa ridere di noi!
Sei come il vento che vedo andar via…
non sei qui.
E così sia.

Ore ed ore, Valeria Vaglio

Non metterò mai più il maglione rosa e blu che tutte le mattine indossavo a colazione preparando il tuo caffè.
E non sarò più io a dirti “amore mio, come sei bello la mattina appena sveglio… E’ già tardissimo!”.
Le interferenze fan rumore e non si puo’ cambiar canale o spegnere il televisore durante ogni temporale…
ma come ho fatto a non capire…?!
E far l’amore ore ed ore e già iniziava a nevicare e il nostro letto all’improvviso si trasformò in altare…
L’eternità nascose un po’ di sè tra le lensuola… il tuo profumo addosso, neanche una parola…
Non te lo dirò mai… ma ti amo ancora, sai.
Lascerò la porta aperta fosse anche per vent’anni o per un’eternità!
Tradire è una follia. Io non ne avevo idea.
Ma le scuse son parole che offendono l’amore e non possono spiegare
E intanto il vento fa rumore tra i fori delle mie catene.
Dio, fa che ritorni il sole, che senza lui non so più stare e
non mi basta ricordare!
E far l’amore ore ed ore e già iniziava a nevicare e il nostro letto all’improvviso si trasformò in altare…
L’eternità nascose un po’ di se’ tra le lensuola… il tuo profumo addosso. Neanche una parola!
Neanche una parola…

Amore di plastica, Carmen Consoli

 
 
 
Non sei per nulla obbligato a comprendermi.
Quasi non sento il bisogno d’insistere!
E tu che mi offrivi un amore di plastica,
ti sei mai chiesto se onesto era illudermi?
Ricorda:
tu sei quello che non c’è quando io piango,
tu sei quello che non sa quand’è il mio compleanno,
quando vago nel buio…
tu sei quel fuoco che stenta ad accendersi.
Non hai più scuse, eppure sai confondermi.
Ma come posso dare l’anima
e riuscire a credere che tutto sia più o meno facile,
quand’è impossibile?!
Volevo essere più forte d’ogni tua perplessità!
Ma io non posso accontentarmi
se tutto quello che sai darmi…
è un amore di plastica.
 
Carmen Consoli


Lunaspina, Fiorella Mannoia, testo di Ivano Fossati

Io mi vesto normalmente come chi ha poca fantasia; come chi mette qualcosa e poi non deve andare via. Mi avvicino alle persiane, sento il mondo che fa rumore e gli orologi di una casa non si fermano mai. E mi fido facilmente delle ombre via via, che riesco ad essere assente e a non cercarmi compagnia. E di notte sento bene i ritmi del mio stesso cuore e le voci di una casa non s’imparano mai… Ho un lavoro qui vicino, il mio lavoro non mi piace, perchè mi consuma gli occhi e poi mi mangia le giornate. E in tutto questo non vedere e in tutto questo non ricordare e in tutto questo non amare io sono qui che vivo…
Io no, io no, io no, io no!
Io non ho terre da sognare,
io non ho voci da seguire,
io sono qui che aspetto…
Io no, io no, io no, io no!
Io non ho lettere da spedire,
non ho parole da imparare per cantarle sola…
 
Com’è tarda questa notte, e la mia Lunaspina, venga giù alla finestra quella luce bambina! Venga giù dal silenzio mia cara compagnia! Coi miei muscoli stanchi io sono qui che aspetto…
 
E no e no e no e no!
Io ne avrei terre da sognare,
ne avrei di voci da seguire,
io NON E’ VERO CHE ASPETTO!
E no e no e no e no!
Io ne avrei lettere da spedire,
ne avrei parole da imparare per non cantarle sola…
E no e no e no e no!
Io ne avrei dette di parole!
Io non l’ho amato il mio dolore!
Io non è vero che aspetto!
E no e no e no e no!
Ne ho gridate di parole!
Che NON L’HO AMATO IL MIO DOLORE
e adesso canto sola…
come se fosse facile convincersi a non ridere troppo…
di sè.
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